Pimento italiano

Il pimento italiano (Pimenta dioica) è il frutto di una pianta caraibica molto utilizzata in Europa fino alla Prima Guerra Mondiale e ancora oggi popolare nell’est Europa per aromatizzare i piatti di carne. Nei Caraibi costituisce invece una delle spezie di maggiore importanza, utilizzata sia nelle carne e nel pesce che nelle bevande e cocktail.

Pimento in spagnolo significa pepe, ed in effetti questa pianta fu scoperta dagli spagnoli al loro arrivo ai Caraibi e confusa con il pepe che in Europa proveniva dall’Oriente. E d’altra parte sono note le intenzioni iniziali dei conquistadores di trovare una nuova via verso India e Cina puntando ad ovest, proprio per battere la concorrenza degli altri paesi europei nel lucroso commercio delle spezie.
Il pimento in realtà non era affatto pepe anche se la forma e il colore dei frutti potevano ricordarlo. Questa specie (Pimenta dioica) è un piccolo albero appartenente alla famiglia delle Myrtaceae e proveniente dai Caraibi e dai paesi dell’America Centrale. Qui viene coltivato dalla costa fino a 1.500 di altitudine, dove le temperature sono più fresche. E’ una pianta ad accrescimento lento che produce una bella fioritura bianca raccolta in grappoli. Il frutto è una bacca nera-violacea, fortemente aromatica e di maggiori dimensioni rispetto al pepe vero. Il suo aroma è del tutto particolare ed è divenuto uno dei sapori che caratterizzano la cucina del Caribe e dell’America Centrale in genere. Come detto, anche in Europa il pimento ebbe grande diffusione a seguito della conquista ma arretrò dopo la perdita delle colonie. Oggi lo si trova in certi dolci speziati russi o scandinavi e in parte inglesi.
Inoltre molti prodotti industriali per l’igiene del corpo contengono il pimento, sfruttando le sue proprietà antisettiche e l’aroma particolare.

Pimento italiano

Il pimento italiano (Pimenta dioica) è il frutto di una pianta caraibica molto utilizzata in Europa fino alla Prima Guerra Mondiale e ancora oggi popolare nell’est Europa per aromatizzare i piatti di carne. Nei Caraibi costituisce invece una delle spezie di maggiore importanza, utilizzata sia nelle carne e nel pesce che nelle bevande e cocktail.

Pimento in spagnolo significa pepe, ed in effetti questa pianta fu scoperta dagli spagnoli al loro arrivo ai Caraibi e confusa con il pepe che in Europa proveniva dall’Oriente. E d’altra parte sono note le intenzioni iniziali dei conquistadores di trovare una nuova via verso India e Cina puntando ad ovest, proprio per battere la concorrenza degli altri paesi europei nel lucroso commercio delle spezie.
Il pimento in realtà non era affatto pepe anche se la forma e il colore dei frutti potevano ricordarlo. Questa specie (Pimenta dioica) è un piccolo albero appartenente alla famiglia delle Myrtaceae e proveniente dai Caraibi e dai paesi dell’America Centrale. Qui viene coltivato dalla costa fino a 1.500 di altitudine, dove le temperature sono più fresche. E’ una pianta ad accrescimento lento che produce una bella fioritura bianca raccolta in grappoli. Il frutto è una bacca nera-violacea, fortemente aromatica e di maggiori dimensioni rispetto al pepe vero. Il suo aroma è del tutto particolare ed è divenuto uno dei sapori che caratterizzano la cucina del Caribe e dell’America Centrale in genere. Come detto, anche in Europa il pimento ebbe grande diffusione a seguito della conquista ma arretrò dopo la perdita delle colonie. Oggi lo si trova in certi dolci speziati russi o scandinavi e in parte inglesi.
Inoltre molti prodotti industriali per l’igiene del corpo contengono il pimento, sfruttando le sue proprietà antisettiche e l’aroma particolare.

3 referenze e 3,5 kg di frutti esotici italiani

in un’unica cassetta direttamente dai campi delle piantagioni siciliane di Be Fruit.